Per un Sistema-Mondo di Pace. Educazione e Democrazia tra ineguaglianze, conflitti e prospettive transnazionali

2026-10-19

Il ritorno della guerra nello spazio politico e simbolico contemporaneo, il persistere di profonde ineguaglianze, l’indebolimento dei processi democratici, le nuove forme di polarizzazione sociale e culturale e la diffusione di linguaggi discriminatori e violenti impongono di interrogare nuovamente il significato della pace e, soprattutto, le condizioni educative che possono renderla possibile.
Pensare la pace esclusivamente come cessazione o assenza del conflitto armato appare oggi insufficiente.  La pace rinvia alle condizioni attraverso cui persone e comunità possono esercitare libertà e responsabilità, riconoscere la dignità dell’altro, abitare il conflitto senza convertirlo in violenza, partecipare alla vita democratica e costruire forme non escludenti di convivenza.
Ne deriva una questione specificamente pedagogica: che cosa significa oggi educare alla pace?
La domanda eccede la trasmissione di valori o l’introduzione di contenuti dedicati nei curricoli. Interroga le finalità dell’educazione, la qualità delle relazioni formative, la costruzione del pensiero critico, l’esercizio dell’agency, il rapporto tra libertà e responsabilità, la capacità di confrontarsi con la differenza e il conflitto, nonché i processi attraverso cui soggetti e comunità possono divenire protagonisti della costruzione del proprio mondo comune.
La Recommendation on Education for Peace and Human Rights, International Understanding, Cooperation, Fundamental Freedoms, Global Citizenship and Sustainable Development, adottata dall’UNESCO nel 2023, ha rilanciato tale questione a livello internazionale, assumendo l’educazione come condizione strutturale per la costruzione di società pacifiche, giuste e sostenibili. La sfida per la ricerca pedagogica consiste oggi nel tradurre questo orizzonte in categorie interpretative, modelli formativi, pratiche educative e dispositivi di intervento capaci di agire nei differenti sistemi e contesti della formazione. Su queste premesse si fonda il lavoro scientifico della Commissione Permanente della ReCUI – Rete delle Cattedre UNESCO Italiane, coordinata dalla Prof.ssa Emiliana Mannese e denominata Strategie Educative. La Commissione ha avviato un percorso orientato allo sviluppo dell’Hub di Orientamento ed Emancipazione per la Cultura della Pace – O.E.C.P.
Il lavoro della Commissione ha individuato tre nuclei scientifici prioritari: la ridefinizione del concetto di pace nel contesto contemporaneo; la chiarificazione dello statuto pedagogico dell’educazione alla pace; la costruzione di una prospettiva transnazionale di ricerca, formazione e intervento, capace di mettere in relazione università, Cattedre UNESCO, istituzioni, sistemi educativi, territori e organizzazioni della società civile.
La presente Call for Papers assume questi tre nuclei come campo aperto di ricerca e invita studiose e studiosi dell’area pedagogica e di tutte le discipline che con essa dialogano a contribuire alla costruzione di un quadro teorico, metodologico ed empirico capace di comprendere che cosa significhi formare alla pace nelle condizioni storiche del presente. Il numero speciale intende pertanto esplorare la pace come categoria e problema pedagogico, interrogandone i fondamenti teorici, le implicazioni formative, le pratiche educative e le condizioni istituzionali, territoriali e transnazionali di realizzazione.
Particolare attenzione sarà riservata ai contributi capaci di mettere in relazione elaborazione teorica e ricerca empirica, di analizzare criticamente pratiche e politiche educative e di contribuire alla costruzione di modelli trasferibili e comparabili nei diversi contesti nazionali e internazionali. Il fascicolo intende, inoltre, concorrere al consolidamento della base scientifica dell’Hub O.E.C.P. e allo sviluppo di una rete transnazionale di ricerca sull’educazione alla pace.

Aree tematiche
I contributi potranno svilupparsi intorno ai seguenti nuclei:
- Pace come categoria pedagogica: fondamenti epistemologici, antropologici, etici e politicoeducativi;
- Educazione alla pace nel Sistema-Mondo contemporaneo: guerre, ineguaglianze, trasformazioni democratiche, vulnerabilità e interdipendenze;
- Educazione, conflitto e nonviolenza: teorie, modelli, pratiche formative e dispositivi pedagogici;
- Pace, diritti umani, giustizia sociale ed emancipazione: implicazioni per i processi educativi e formativi;
- Pensiero critico, dialogo, responsabilità e partecipazione democratica come dimensioni formative della cultura della pace;
- Scuola, università e sistemi educativi: curricoli, ambienti di apprendimento, formazione degli insegnanti e pratiche educative;
- Territori e comunità educanti: reti, Terzo Settore, partecipazione, pratiche comunitarie e costruzione della pace;
- Infanzia e adolescenza: rappresentazioni della pace, esperienze educative, linguaggi e dispositivi formativi;
- Media e ambienti digitali: polarizzazione, discorsi d’odio, cittadinanza digitale e processi di educazione alla convivenza;
- Politiche educative per la pace: governance, comparazione internazionale e implementazione della Recommendation UNESCO del 2023;
- Cattedre UNESCO, reti scientifiche e cooperazione internazionale: modelli e pratiche di collaborazione per l’educazione alla pace;
- Progetti transnazionali di educazione alla pace: ricerca comparativa, partenariati, sperimentazioni e modelli di intervento;
- Ricerca e valutazione nell’educazione alla pace: metodologie, indicatori, studi di caso, ricerca-azione e valutazione degli esiti.

Tipologie di contributo
Saranno accolti contributi caratterizzati da rigore teorico e metodologico riconducibili, anche in forma
integrata, alle seguenti prospettive:
- teoretico-epistemologica, dedicata alla definizione e problematizzazione delle categorie di pace, educazione, conflitto, emancipazione e convivenza;
- storico-ermeneutica, relativa alla genealogia delle teorie e delle pratiche di educazione alla pace;
- comparativa e internazionale, riferita a politiche, sistemi educativi, modelli e pratiche sviluppati in differenti contesti;
- empirico-analitica, comprendente ricerche qualitative, quantitative e mixed methods;
- ricerca-azione e ricerca partecipativa, sviluppate con scuole, università, territori, comunità,
organizzazioni e istituzioni;
- rassegne critiche e review, comprese systematic review, scoping review e altre forme strutturate di sintesi della letteratura;
- studi su pratiche e dispositivi educativi, fondati su una documentazione metodologicamente esplicita dei contesti, dei processi e degli esiti.

Date importanti
30 novembre 2026: presentazione dei manoscritti
15 gennaio 2027: notifica agli autori
5 febbraio 2027: invio della versione definitiva degli articoli
febbraio 2027: pubblicazione del numero